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Diario di un nutrizionista!
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Archivio per maggio, 2008...

mag  08
20
Inserito in News


Il caffè e la caffeina possono provocare insulino resistenza

In uno studio apparso questo mese nell’American Journal of Clinical Nutrition non vengono riportate buone notizie per tutti i consumatori di caffè, soprattutto per quelle persone le quali consumano elevati quanttativi di caffè per cercare di dimagrire.

Basta cercare un po’ in internet e ci si rende conto di quanta gente utilizzi la caffeina a scopo dimagrante, anche se non sempre conosce gli effetti collaterali.

In questo studio vengono presi in esame alcuni maschi adulti e sani, obesi e con diabete di tipo 2, ai quali viene somministrato caffè con caffeina e caffè decaffeinato.

L’obiettivo era quello di monitorare la risposta insulinemica dopo 2 tipi di pasti: uno ad alto indice glicemico (GI), con la somministrazione di 75 g di glucosio e l’altro a più basso indice glicemico dato dalla somministrazione di 75g di zuccheri provenienti dai cereali.

La quantità di caffeina somministrata è pari a 5 mg/kg di peso corporeo.

I risultati sono stati che le persone trattate con caffeina presentavano un’attività di regolazione della glicemia compromessa se paragonati con coloro che avevano assunto caffè decaffeinato.

Questo sta a significare che la caffeina riduce la sensibilità delle cellule all’insulina generando un insulino resistenza.

I risultati di questo studio quindi portano un nuovo fattore nell’instaurarsi dell’insulino resistenza e tutti coloro che sono obesi, sedentari o a rischio diabete dovrebbero iniziare a diminuire un pochino il loro consumo di caffè.

Comunque come concludono gli autori nel loro studio sono necessarie ulteriori e più approfondite indagini per determinare se la caffeina sia un fattore di rischio per l’insorgenza di insulino resistenza.

Fonte:

American Journal of Clinical Nutrition, Vol. 87, No. 5, 1254-1261, May 2008

Inserito da Massimo Gentili | Comments (0)

mag  08
4
Inserito in alcol


Uso e abuso alcolici in Italia

Nell’alcohol prevention day, un altro interessantissimo intervento è stato quello di Linda Laura Sabbadini (direttore centrale ISTAT) che ha fotografato il quadro dell’uso e dell’abuso dell’alcol in Italia.

Il campione preso in esame è stato di 19.000 famiglie, per un totale di 49.000 individui.

I dati riportati sono stati molto interessanti e fanno vedere un consumo sempre più maggiore tra gli adolescenti e le ragazze.

Per quanto riguarda la popolazione in generale, nella fascia di età tra i 18e i 19 anni la quota dei consumatori supera il valore della media della popolazione. Infatti i ragazzi tra i 18 e i 19 anni che consumano alcolici è del 69,6%, mentre la media nazionale è del 68,2%.

Sempre tra i giovani un dato allarmante è che quasi un quinto dei ragazzi tra gli 11 e i 15 anni consuma già alcolici.

Altro dato rilevante è dato dalla tipologia di alcolici consumati dai giovani. Infatti mentre per quanto riguarda la popolazione generale le bevande più consumate sono vino e birra, mentre gli altri alcolici (aperitivi, superalcolici, amari) sono consumati con una percentuale del 39,3%, se andiamo a guardare i giovani tra i 18 e 24 anni assistiamo ad un vertiginoso aumento di questa percentuale che si porta al 54,6%.

Tra il 1998 e il 2007 la percentuale di persone che consuma alcolici è rimasta costante al 70%, ma sono cambiate le fasce di popolazione. Incrementi significativi ci sono stati soprattutto tra le donne e le fasce di età più colpite sono state quelle più giovani: tra i 18 e i 24 anni.

Sempre in questo arco di tempo è aumentato la percentuale di bevande alcoliche assunte fuori pasto dalla popolazione giovanile tra i 14 e i 17 anni e il maggior trend di crescita si è registrato tra le ragazze che hanno compiuto un balzo dal 9,7% al 17,9%.

Un altro fenomeno che in crescita tra i giovani è il “binge drinking” ossia il cosiddetto “bere per ubriacarsi”. Il 17% dei ragazzi tra i 16 e i 17 anni si è ubriacato almeno una volta nel corso dell’anno ed i picchi di questo fenomeno si registrano nei maschi tra i 20 e i 29 anni. Il binge drinking ha anche una distribuzione territoriale, infatti è molto più diffuso al nord Italia e più raro al sud, e le regioni meno colpite sono la Sicilia e la Campania.

In conclusione si può dire che i comportamenti a rischio si stanno accentuando nelle fasce di età più giovani e stanno prendendo sempre più piede tra le donne.

Inserito da Massimo Gentili | Comments (0)