Non solo nutrizione

Diario di un nutrizionista!
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ago  09
29
Inserito in Chiedilo al nutrizionista

Gabriele scrive:

salve, ho 48anni e da qualche anno il mio colesterolo è cresciuto oltre le soglie, cosi dopo avere verificato col medico la dieta e i cibi da evitare e una serie di esami sempre fuori norma, mi son state prescritte le statine. ora i valori sono a posto, e il mio medico è soddisfatto. io invece mi sento un po “dipendente dalla pillolina”, ma sarà un fatto mio psicologico. ne “devo” prendere una al giorno e non mi piace. la salute in generale è comunque ottima. aggiungo che la vita che faccio è impiegatizia e sedentaria, ma proprio in occasione dell anomalia negli esami ho ripreso con costanza la palestra e non sgarro da anni appunto. niente di maniacale, ma per mantenere il movimento ecc. dirò anche che mi aspettavo di vederne l effetto negli esami del sangue, ma ogni volta sospendevamo la cura per verifica, i valori tornavano a salire.
mi chiedo se esista una via alternativa non farmacologica, anche se capisco che avendo non ridotto, ma eliminato fritti burro latte uova formaggi carni grasse ecc, evidentemente è il mio metabolismo che si è modificato..
spero di aver messo dati sufficienti per un parere.
grazie e complimenti per il blog

Risposta:

Salve Giorgio, vorrei commentare i due punti chiave della sua domanda.
Prima di iniziare però sarebbe utile conoscere i suoi valori di colesterolo totale e HDL per orientarmi meglio nel capire il problema.
Comunque da quello che mi ha detto per quanto riguarda l’alimentazione si ricordi che le uova le può mangiare, poi ha fatto benissimo a fare tutte le restrizioni che ha descritto. Mancano solo alcuni accorgimenti: limiti gli zuccheri semplici, faccia più attività fisica e soprattutto costantemente e mangi più verdure (per più intendo un quantitativo maggiore di 400g).
Per quanto riguarda la sua dipendenza dalle statine devo dirle che purtroppo è vero, però c’è da dire che sono degli ottimi farmaci. Non ha scritto l’età, però se ha più di 60 anni se le può prendere tranquillamente. Ha ragione il suo medico ad essere soddisfatto.
Comunque le ripeto è sempre bene conoscere il livello di colesterolo totale e HDL, per valutare l’indice di rischio che è dato dal colesterolo totale / colesterolo HDL. Questo numero deve essere inferiore a 5. Se è tale il suo colesterolo è abbastanza normale.

Inserito da Massimo Gentili | Comments (2)


ago  09
24
Inserito in News


Pane sciapo
Meno sale e stesso sapore. Nasce il pane artigianale con il 50% di sodio in meno.

Un’iniziativa della federazione italiana panificatori prevista dall’accordo con il ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali.

(Roma, 30 luglio 2009). Un pane salutare, con il 50 per cento in meno di  sale, sarà presto disponibile nei 25mila forni artigianali italiani. Lo annuncia la Federazione italiana panificatori, che ha siglato con il  Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali un protocollo d’intesa nell’ambito del programma ministeriale ‘Guadagnare salute’.  Il protocollo d’intesa, firmato dal Vice Ministro, prof. Ferruccio Fazio, e dal presidente della maggiore organizzazione di categoria, Luca Vecchiato,  rientra in un complesso di iniziative specifiche volte a ridurre il quantitativo di sale nella dieta degli italiani. Un consumo eccessivo di  sale determina, infatti, un aumento della pressione arteriosa, con conseguente aumento del rischio di insorgenza di gravi patologie  dell’apparato cardiovascolare correlate all’ipertensione arteriosa, quali l’infarto del miocardio e l’ictus cerebrale.

Nasce con questo obiettivo, una nuova tipologia di pane la cui ricetta,  secondo quanto stabilito dal protocollo, vede ridursi del 50 per cento il quantitativo di sale mediamente utilizzato. E senza alcun effetto sul  sapore, grazie a particolari tecniche di impasto, lievitazione e cottura – messe a punto dalla Federazione con l’ausilio di una squadra di  panificatori toscani – che consentono di ottenere lo stesso il sapore tipico del pane artigianale di alta qualità. Questa nuova tipologia di pane sarà  in commercio da settembre allo stesso prezzo di vendita del pane comune.

Ma la svolta ‘salutare’ non si limita alla nuova tipologia di prodotto.  Nei prossimi 3 anni, infatti, la Federazione panificatori si impegna a ridurre gradualmente il contenuto di sale nel pane nella misura del 5 % l’anno in tre anni, fino al raggiungimento di una diminuzione complessiva del 15 percento entro il 2011. Occorre abituare progressivamente  il consumatore a prodotti meno sapidi – dice il presidente della Federazione italiana panificatori, Luca Vecchiato – ma la gradualità di questa misura è utile anche ai panificatori che devono ritarare alla perfezione i tempi di riposo, di puntatura e lievitazione in base ai nuovi livelli di sodio presenti nell’impasto delle diverse tipologie di pane.
Per questo, pur considerando estremamente importante il percorso intrapreso a favore della salute, non si può pensare di applicare drastiche misure di riduzione di sale su tutto il pane artigianale in commercio. Diverso – conclude Vecchiato – è il discorso sul nuovo tipo di pane caratterizzato dalla riduzione del 50% del contenuto di sodio; questo pane è il risultato di una metodologia appositamente studiata da tecnologi alimentari, nutrizionisti ed esperti del settore per consentire il mantenimento della fragranza tipica del pane artigianale italiano”.

Secondo i dati dell’INRAN in Italia il consumo medio di sale pro-capite è di 10-12 grammi al giorno, mentre l’OMS raccomanda un introito giornaliero pro capite di sale inferiore a 5 grammi.

Secondo i dati esaminati tra il 1998 e il 2002 dall’Istituto superiore di sanità e riferiti alla popolazione generale, uomini e donne di età compresa fra 35 e 74 anni, nel nostro Paese l’ipertensione arteriosa colpisce in media il 33% degli uomini e il 28% delle donne. Interessa nel Nord Ovest il 32 per cento gli uomini e il 26 per cento le donne, nel Nord Est il 36 per cento gli uomini e il 26 per cento le donne, nel Centro il 31
per cento gli uomini e il 27 per cento le donne, nel Sud e nelle Isole il 32 per cento gli uomini e il 31 per cento le donne.

Inserito da Massimo Gentili | Comments (1)